Doppia maternità con il metodo ropa

Il desiderio di avere figli da parte di una coppia omosessuale è oggigiorno realizzabile grazie alla legge che ne sancisce il diritto e grazie ai trattamenti di riproduzione assistita che lo rendono tecnicamente possibile.

Il tipo di trattamento che si potrà realizzare dipende dalle caratteristiche di fertilità della donna che desidera vivere la gravidanza, come l’età e la riserva ovarica: in base ad esse, si sceglie tra l’inseminazione intrauterina, la fecondazione in vitro e la donazione di ovociti o embrioni.

La legge pone solo dei limiti in relazione alle coppie di fatto e alle coppie legate da vincolo matrimoniale. Nel primo caso, la donna che porta avanti la gestazione viene legalmente riconosciuta come la madre. La compagna, invece, dovrà intraprendere un processo di adozione per poter essere riconosciuta come madre presso il Registro Civile.

Se la coppia invece è sposata ed entrambe firmano i consensi informati, saranno entrambe a effetti legali madri.

 La coppia può optare per per le seguenti soluzioni:

  • una sola donna della coppia sarà la gestante
  • entrambe le donne gestanti
  • gestazione condivisa con la tecnica ROPA (Ricezione di Ovociti della Compagna)  

Se in una coppia omosessuale entrambe le donne hanno desiderio gestazionale, ma vogliono avere un solo bambino, possono optare per una gestazione condivisa con il metodo ROPA (Ricezione di Ovociti della Compagna). Questa tecnica  permette di stimolare con terapia progestinica appropriata una delle due donne, dalla quale si ottengono gli ovuli fecondabili. Gli ovuli ottenuti vengono inseminati con il seme del donante e gli embrioni risultanti si trasferiscono alla partner, che porterà avanti la gravidanza. In questo modo entrambe parteciperanno nel processo.

La ragione per la quale possono accedere a questo procedimento solo le coppie sposate è che la legge spagnola stabilisce chiaramente che la donazione di gameti deve sempre essere anonima, pertanto non è possibile scegliere il donante, come accadrebbe nel caso di una coppia non sposata. Inoltre, deve essere sempre contemplato il criterio medico che dopo la valutazione di entrambe le donne determinerà l’indicazione medica per realizzare il trattamento nelle migliori condizioni di sicurezza per la salute di entrambe le madri e del futuro bambino.

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